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FESTIVAL TRA SACRO E PROFANO

Capita non di rado che un´attività messa in piedi per un determinato scopo cambi col tempo la sua destinazione d´uso. Mia zia, dopo essersi messa in testa di diventare pittrice, ha trovato più conveniente trasformare il suo laboratorio in una bottega e vendere pezzi d’antiquariato. E’ accaduto pure che dei generali del Pentagono pensassero di difendere meglio il proprio paese edificando una rete telematica che, a distanza di qualche anno, ospita negozi virtuali, dibattiti scientifici, messaggi epistolari, siti porno... tutto tranne che segreti militari.
E se il papa Gregorio Magno, il codificatore della liturgia della Chiesa romana, si risvegliasse dopo un riposo di 1400 anni ed assistesse ad un festival di musica sacra? Intanto si stupirebbe dell’evoluzione della tecnica musicale (ai suoi tempi si cantava e suonava tutto su una voce sola), uno shock pari a quello che subirebbe l´inventore della ruota a bordo di un auto. Ma non finirebbero le ansie: quale impressione trarrebbe dagli applausi e dagli inchini al termine dell’esecuzione di un sacro inno? Eh già, perchè la musica sacra in origine non era arte, ma strumento: la sua funzione era didascalica, costituiva l´appoggio necessario alla liturgia per addolcire la dottrina. Dirò di più: concedeva al fedele una piccola e residua porzione dell’originario misticismo cristiano. La Chiesa si defilava dalla mistica agostiniana, trattava con regnanti e imperatori e si allenava a parlare la lingua della ragion di stato... Non poteva permettersi troppi asceti tra le sue file. Quindi la musica assolveva ad un compito "liberatorio": al fedele era limitatamente concesso un modo diretto e sentimentale per giungere a Dio, la comunità elevava coralmente l’inno al Signore, rafforzando la coesione e l’autorità di Santa Romana Chiesa.
Cos´è la musica sacra oggi? Una convenzione per identificare opere musicali di argomento religioso. Dello spirito tradizionale è rimasto gran poco. Il compositore, salvo eccezioni, non si preoccupa dell’effetto coesivo sui fedeli. Il suo brano esiste di per sè e il fatto che tratti temi o usi forme di carattere religioso è un fatto estetico. Ci sono composizioni di musica sacra che sono capolavori: pensiamo alle Passioni o alla Messa in si minore di Bach, ma pensiamo pure allo splendido Requiem di Faurè o allo Stabat Mater di Rossini, o alla Sinfonia di salmi di Stravinsky. Sbaglierò, ma non scommetto un centesimo di Euro sulla reale religiosità di Faurè, Rossini o Stravinsky. L´argomento sacro è stimolante in sé. Certe forme sacre, strutture, archetipi... offrono al compositore chances espressive. A volte il sacro, trattato esteticamente, può solleticare pure la nostra parte sensuale. C´è un filone letterario che parte dal settecento francese e giunge ai nostri giorni, che celebra peccato e sensualità sotto le vesti monacali... Perchè mai questo aspetto dovrebbe essere estraneo alla sensibilità di un ... Cesar Franck?

Che dire ora del 31° Festival di musica sacra che si irradierà a pioggia sul territorio della nostra regione tra il 4 maggio e il 5 giugno? Il suo programma tende più allo spirito tradizionale o a quello trasgressivo? Detto brutalmente: tranquillizzerebbe Gregorio Magno più di quanto intrigherebbe Gabriele D’annunzio, o viceversa? Non lo so proprio. Leggendo il programma si fatica a capirlo. Intanto la manifestazione si presenta estremamente ricca di brani, non tutti specificamente sacri: ci sono Toccate, Fughe, Sonate, Sinfonie e così via... Forse il loro carattere sacro è giustificato dall´uso dell´organo liturgico, o dal fatto che vengono interpretati in una chiesa? Si notano poi opere prime di autori trentini, tra cui segnaliamo il “Veni creator” di Fiorenzo Brigadoi che si terrà il 10/5 a Tione, 11/5 a Predazzo e 12/5 ad Ala. Risultano impegnati nel festival parecchi gruppi e musicisti locali: l´Ensemble Zandonai propone tra l´altro una suite di Spiritual a S.Michele a/A il 26/5; l´Orchestra Haydn suonerà a Trento il 28/5 due opere prime di Grassl e Rutter, l´Orchestra delle scuole musicali trentine si esibirà a Trento il 12/5 e a Pergine il 19/5 con una Messa di Wagenseil... Interessante l´appuntamento sempre a Trento il 15/5 con l´Ensemble ars antiqua Austria che suonerà alcune Sonate del Rosario di Franz Biber, segnalo pure il recital del bravo organista Luca Moser a Daiano (che propone un piacevole itinerario musicale nell´epoca di Bach, però assai profano) e di Mathias Eisemberg, sempre organista, che il 13/5 a Trento nella sua performance spazierà tra varie epoche e forme (pezzi di Bach, Franck, Rheimberger, Liszt), non esclusa l´improvvisazione. E poi… eccetera. Insomma, il programma è ricco, fin troppo, di proposte e va dato merito agli organizzatori di aver promosso le forze locali senza ricorrere all´importazione in massa, e a tutti i costi, di musicisti esotici. Però si stenta a cogliere un filo conduttore in questo festival un po’ pizza 4stagioni, qualcosa che lo renda intimamente coerente nelle sue proposte, o ad individuare dei momenti clou, realmente caratterizzanti, in altre parole… dei momenti chiave grazie ai quali poter mettere a fuoco la personalità della manifestazione.

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