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DI PIETRO, LEGA, AN... L´INDULTO E L´OCCASIONE PERDUTA

03/08/06 02:03 || by Francesco Pisanu

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Tristezze politiche italiane

Una delle caratteristiche di noi italiani è che caparbiamente non vogliamo arrenderci all´evidenza, ovvero ci rifiutiamo di considerare a fondo i problemi per evitare di doverli fronteggiare sul serio. A questa regola non sfugge la questione carceraria. Come risponderebbe uno stato serio al problema dell´esubero dei detenuti? Innanzitutto si impegnerebbe a costruire e a gestire nuovi istituti di detenzione. E´ una misura logica e non serve aggiungere altro. Poi però si impegnerebbe a investire in strumenti che aiutino il detenuto a riabilitarsi, che lo agevolino nel reintegro nella società e soprattutto nel mondo del lavoro. Noi invece abbiamo seguito la beata strada dell´indulto. Abbiamo liberato dei rei anzitempo, togliendo così (ulteriormente) autorevolezza al nostro sistema giurisdizionale in quanto a certezza della pena. Era una misura necessaria? Forse sì, considerata l´invivibilità delle carceri italiane. Ma quello che preoccupa è che non si sia levata la voce di un politico, uno, che abbia detto semplicemente: "italiani, scusateci, abbiamo dovuto farlo. Ma ora, superata l´emergenza, vi promettiamo che provvederemo a varare un piano del sistema carcerario. Costruiremo nuovi penitenziari, per fronteggiare l´aumento fisiologico dei detenuti e nel contempo promuoveremo iniziative atte al recupero del detenuto e al suo accoglimento nel mondo del lavoro...". Si sono invece sentiti perlopiù ignobili battibecchi tra chi sfoggiava uno spensierato, insopportabile ottimismo sul provvedimento e chi altrettanto insopportabilmente lo osteggiava con motivazioni populistiche. E dire che proprio chi lo osteggiava (Di Pietro, Lega, An) avrebbe potuto trattare (ma per trattare occorre sforzarsi di ragionare) per ottenere qualche garanzia di intervento serio a supporto di un sistema tanto sfasciato quanto delicato e importante.

GIÀ MASTELLA, SEI PROPRIO UN GRANDE... "Roma, 2 ago. (Adnkronos) - "Siate laicamente e cristianamente degni di questo pegno di grande sensibilita´ istituzionale che si e´ verificata...". Cosi´ il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, si e´ rivolto ai detenuti lasciando il carcere di Rebibbia. Grande la festa dei detenuti al Guardasigilli, con cori da stadio al grido ´´Mastella sei grande´´. Il ministro della Giustizia ha ricordato di come abbia raccordato tutte le forze politiche a votare il provvedimento di indulto.

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