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EUROPEISTI A TUTTI I COSTI

01/06/05 00:03 || by Francesco Pisanu

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Tristezze politiche internazionali

Fino a pochi giorni fa non potevi permetterti di avanzare la minima critica all´Europeismo. Europeismo rappresentava la religione indiscutibile, l´atto di fede, l´adesione a un credo che dovevamo professare senza condizioni. Chi dubitava, almeno in italia, era considerato più o meno alla stregua di un eretico del seicento. Anch´io credevo parecchio nell´Europa. Pensavo che il nostro paese brancolasse ormai senza via d´uscita e che l´Europa rappresentasse una sorta di deus ex machina, l´ancora di salvezza, un apporto provvidenziale esterno che ci aiutasse finalmente a mettere in riga i nostri politici, a introdurre una vera de-regulation, a snellire e qualificare la burocrazia, a favorire la formazione di una mentalità efficientista sia nel sistema produttivo che amministrativo, a permetterci di spiccare quel salto di qualità nella politica estera necessario per poter davvero interloquire e agire nella realtà politica mondiale con prestigio e autorevolezza. Pare invece che i nostri problemi stiano ancora tutti lì, addolciti (ma è davvero confortante?) dalla consapevolezza di condividerli (almeno in parte) con i nostri consociati. Un elenco sommario e stereotipato ma pur sempre concreto dei risultati di questo abbraccio comunitario a tutti i costi: - regolamentazioni su come si fa il formaggio (le malghe alpine sono praticamente fuorilegge), la soppressa e la pizza. - regolamentazioni su ogni cazzata venga in mente a un qualsiasi politicante o travet di Strasburgo - tasche piene di ferramenta dopo essere andati dal giornalaio o dal panettiere - prezzi alle stelle, anche grazie a una pervicacemente boriosa politica monetaria della Banca Centrale - politica estera assortita, maldestra e ininfluente Una lista di fastidi che potrebbe continuare... Una lista scontata, pretestuosa, demagogica, ma sfacciatamente reale e drammaticamente emblematica. I recenti "NO" della Francia e dell´Olanda dovrebbero farci riflettere in quanto italiani ed europei. L´itinerario verso una vera e forte Unione Europea va ristudiato con più impegno, sensibilità democratica, umiltà e realismo.

NON ALZARE BANDIERA BIANCA [...] Il primo problema da affrontare oggi (un problema da cui dipende per molti aspetti l’evoluzione della crisi) è la continuazione del processo di ratifica nei Paesi in cui non si è ancora votato. [...]. Qualcuno sostiene che il no della Francia rende questo percorso inutile e persino dannoso. L’esempio di Parigi potrebbe contagiare un gran numero di Paesi e rendere la crisi irreversibile. Il governo britannico, in particolare, sarebbe lieto di rinunciare al proprio referendum e di sottrarsi così a una prova difficile. [...] Sergio Romano - Estratto dal Corriere della sera

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