TEATRO SOCIALE TRENTO 26 MARZO 200214/01/05 15:17 || by Francesco Pisanu1 Arte musica spettacolo BEETHOVEN - Coriolano, ouverture - 3° Concerto per pianoforte e orchestra - 4ª Sinfonia L´amarissimo che fà benissimo! Il fortunato spot che nei Caroselli di 30 anni fa reclamizzava un noto liquore è sicuramente di quelli che lasciano il segno. La sua efficacia era costruita su un felice connubio testo - immagine - musica. La scena: un avambraccio ferrato da un´armatura cinquecentesca sbatteva il pugno sul tavolo sincronizzato a possenti colpi d´orchestra, quindi lo speaker chiosava in tono mascolino il positivo precetto medico: l´amarissimo che fà benissimo. L´effetto era micidiale, ha fatto vendere tanti amari, favorendo un indubbio incremento nel fatturato dei gastroenterologi, ma ha pure costituito una pietra miliare nel campo degli spot. Quei colpi d´orchestra, non tutti lo sanno, li aveva scritti Beethoven: sono l´inizio del Coriolano, l´overture che avrebbe dovuto precedere un omonimo balletto, mai realizzato, tratto dal dramma del viennese Collin. Appartiene al periodo in cui anche Beethoven, come non pochi altri nei primi anni dell´Ottocento in Europa, era ammaliato dal mito dell´eroe. Napoleone stava realizzando quello che pareva fosse una prerogativa della letteratura fantastica: nel nome della libertà e dell´uguaglianza menava botte da orbi agli eserciti che le coalizioni degli stati reazionari provavano a spedirgli contro. Ecco il vero eroe romantico, forte, disinteressato delle cose mondane, supremo interprete della coscienza popolare, pronto a mettersi in gioco per i suoi ideali democratici! Almeno così pareva, all´inizio, agli artisti dell´epoca. Il successivo comportamento non proprio adamantino di Napoleone gettò nello sconforto i molti intellettuali che ci erano cascati (Beethoven stesso in un impeto di rabbia stracciò la dedica al Bonaparte della sua terza sinfonia, l´Eroica appunto, dopo che seppe della sua autoproclamazione a imperatore). A dispetto delle delusioni o disillusioni politiche, il periodo "eroico" fu fecondo per Beethoven e rappresentò il crogiuolo in cui forgiò la sua potente personalità. Il programma dell´Orchestra Haydn di martedì 26 marzo è tutto incentrato proprio sul periodo "eroico" del sommo musicista tedesco. L´Overture del Coriolano di cui si è detto, è uno degli esempi più riusciti di rappresentazione in musica del dualismo drammatico tra forza e dolcezza, volontà e meditazione, cuore e ragione... Insomma una bella dinamica di concetti romantici, ma costretta in intelaiature classiche. E´ questo che rende la musica di Beethoven così incredibilmente avvincente e grande: Beethoven sa sviluppare la forza dirompente dell´impulso e del sentimento senza che mai la musica finisca per essere impulsiva o sentimentale. La sua è davvero Musica Classica, con le maiuscole. Il programma della serata prosegue con il Terzo concerto per pianoforte, uno stadio importante nell’iter beethoveniano. Il compositore si allontana definitivamente dagli schemi mozartiani per intraprendere uno stile tutto suo, fatto di un non risolto antagonismo tra lo strumento solista e l´orchestra. I temi sono incisivi, evidenti, personali, sono fatti per scuotere l´ascoltatore, non per deliziarlo: è finito il tempo delle parrucche impomatate e dei minuetti, dei colli eburnei e dei profili angelici. E´ l´ora in cui il sublime supera il bello. E il sublime non ci prescrive un canone estetico sulle cose ma si configura in ciò che proviamo noi rispetto alle cose. Così cambia la nostra percezione dell´arte: non ci interessa più il bello in sé, ma ciò che produce in noi l’antitesi tra bello e brutto, forza e debolezza, paura e coraggio, cuore e ragione, alla ricerca di una più realistica e complessa visione dell´uomo e della sua personalità. La Quarta sinfonia chiude la serata eroica dell’Orchestra Haydn, anche se fra i tre brani è certamente il meno ardito. La sfortuna della Quarta è di stare in mezzo a quei due formidabili colossi del sinfonismo dell´Ottocento che sono la Terza e la Quinta. Il suo carattere più introverso però non le toglie un certo fascino per gli spunti tematici eleganti, ritmicamente fluidi e spesso "spiritosi". |
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