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TEATRO SOCIALE TRENTO ORCHESTRA HAYDN - 4 MARZO 2002

14/01/05 15:18 || by Francesco Pisanu

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Arte musica spettacolo

Maurizio Dini Ciacci (Direttore), Coro SAT In programma: KODALY Danze di Galanta - CANTI DELLA MONTAGNA per coro e orchestra 1ª esecuzione assoluta (Trascr. Franceschini) - KODALY Danze di Maroszek. All´insegna del folk l´appuntamento con l´orchestra Haydn di lunedì 4 marzo! L´elemento di maggior curiosità è senz´altro rappresentato dalla prima esecuzione assoluta di una suite di trascrizioni di canti della montagna per coro maschile e orchestra. Salta all´occhio un primo filo unificatore che sottende la coerenza del cartellone: il direttore (Maurizio Dini Ciacci), la musica originale (i canti della montagna), il trascrittore (Armando Franceschini), gli interpreti (il Coro della SAT) ... sono tutta roba di casa nostra. E, sottolineiamo, gli interpreti: il blasone della tradizione musicale trentina, la SAT, probabilmente il prodotto - immagine della nostra terra dolomitica più esportato nel mondo (dopo i pomi della val di Non). L´agghindamento di un repertorio e di uno stile musicale provenienti dalla cultura popolare con le preziosità orchestrali classiche non è un fatto isolato nella musica d´oggi. Appartiene piuttosto a una tendenza, sempre più affannosamente perseguita nell´arte, di ricercare nuove soluzioni linguistiche ed espressive al di fuori degli ambiti tradizionali. In fondo, una parte della stessa musica leggera (con esiti estetici non sempre brillanti quanto i risultati economici) propone incroci stilisticamente irrispettosi e sfacciati fra musiche con matrici un tempo considerate inconciliabili. I tempi comunque cambiano, e per i muri divisori, siano sociali, politici, culturali e ... artistici non esistono puntelli ideologici in grado di frenarne il crollo. Rimane sostanzialmente la personalità dell´artista, costruita su esperienze a tutto campo, quale baluardo, garanzia di valore e discriminante stilistica per identificare il suo prodotto. E noi già conosciamo il gusto alchemico e raffinato di Franceschini nell´uso dei timbri orchestrali, il talento e l´eleganza nell´intrecciare la polifonia con naturalezza discorsiva, senza forzature e appesantimenti accademici. Per questo ci troviamo ben predisposti e interessati al particolare evento di contaminazione musicale di lunedì. Un evento che ospita tra l´altro in programma due suite orchestrali di Kodaly, piuttosto note: le Danze di Galanta e le Danze di Maroszek. Ecco il secondo filo unificatore che dà coerenza al concerto: anche Kodaly attingeva volentieri da spunti tematici e suggestioni del repertorio popolare della sua patria, l´Ungheria. Il suo recupero del materiale folklorico si inseriva in un movimento europeo che tra la fine dell´Ottocento fino a metà del secolo scorso ha portato alla fioritura delle cosiddette "Scuole nazionali". Ma, a differenza del suo collega e compatriota Bartok, a Kodaly non è mai riuscito di assimilare gli idiomi melodici e soprattutto ritmici del suo popolo per tradurli in uno stile musicale realmente incisivo, personale e innovativo. La sua musica si potrebbe definire, con le dovute cautele, musica di ispirazione popolare efficacemente ingioiellata di sonorità e armonie colte, volte al passato, specialmente al tardo romanticismo straussiano. Insomma, l´operazione compositiva di Kodaly pare il frutto di una missione sentita dal compositore classico di "vestire l´ignudo", di agghindarlo, di nobilitarlo con l´intento che risulti piacente ed accettabile in contesti culturali evoluti. Siamo davvero sicuri che sull´arte popolare siano sempre opportuni gli interventi di Make-up? Il quesito se sia più attraente un paio di gambe tout court piuttosto che ornato di giarrettiere non costituisce per le persone ragionevoli un dilemma ideologico, ma più semplicemente una questione di... classe.

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